Introduzione

Damiano Bondi

Abstract


La rappresentazione che l’essere umano si fa dell’ambiente in cui vive, e che influisce nel modo in cui “ci” e “lo” vive, è tanto mutevole quanto la storia. Il “mondo naturale”, a seconda delle epoche e delle latitudini, può essere visto come un servo inerte o come un tiranno, come un nemico da combattere o come un compagno d’avventure, come inospitale o come accogliente; la “terra” può assumere il volto benigno di una madre o quello malevolo di una matrigna, può cullare l’umanità nelle sue valli o punirla con gli strali infuocati dei suoi monti. Tremendum et fascinans, il nostro habitat partecipa dell’ambivalenza propria del sacro, di ciò che non si lascia ingabbiare dalla prometeica volontà di comprensione, controllo e utilizzo da parte dell’uomo; di ciò che appare come soverchiante, finanche sublime, rispetto alla nostra limitata piccolezza.


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Presidente della Fondazione Centro Studi Campostrini

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Direttore Responsabile e Scientifico



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