Temi di spiritualità ecologica. Percorsi di approfondimento a partire dall’enciclica “Laudato si’”

Paolo Trianni

Abstract


Nella notte dell’11 dicembre 2015 i capi di Stato riuniti a Parigi per la XXI Conferenza internazionale dell’Onu sui cambiamenti climatici sono riusciti a stendere un documento che dovrebbe finalmente dare un contributo efficace alla soluzione dei problemi ecologici del pianeta, dopo che tanti incontri precedenti si erano risolti con una nulla di fatto[1]. I precedenti appuntamenti, infatti, sono stati accompagnati o seguiti da importanti documenti che però, nella loro sostanza, sono stati oggettivamente disattesi[2].


[1] Tra i vari appuntamenti si possono ricordare quello del 1992 a Rio de Janeiro (UNCED); quello del 1995 a Berlino (COP-1); quello del 1996 a Ginevra (COP-2); quello del 1997 a Kyoto (COP-3); quello del 2000 a L’Aja (COP-6); quello del 2001 a Bonn (COP-6 Bis); quello del 2001 a Marrakesh (COP-7); quello del 2003 a Milano (COP-9); quello del 2005 a Montreal (COP-11); quello del 2006 a Nairobi (COP-12); quella del 2007 a Bali (COP-13); quella del 2008 a Poznan (COP-14); quella del 2009 a Copenhagen (COP-15).

[2] La conferenza di Copenaghen si è chiusa con un accordo interlocutorio messo a punto da Stati Uniti e Cina con il contributo di India, Brasile e Sud Africa. È stato sostanzialmente accettato anche dall’Unione Europea. L’accordo prevedeva di contenere di due gradi centigradi l’aumento della temperatura media del Pianeta, e includeva un impegno finanziario da parte dei Paesi industrializzati nei confronti delle nazioni più povere al fine di incrementare l’adozione di tecnologie per la produzione di energia da fonti rinnovabili e per la riduzione dei gas serra. L’intesa, però, non è stata adattata dall’assemblea dell’Unfcc e, di conseguenza, non è vincolante, né operativa.


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