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2016

Vol 11, N° 2 (2016): Sora nostra matre terra. Riflessioni interdisciplinari sull’enciclica “Laudato si’”

 

numero 2/2016

 

La recente enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco pare seguire un doppio binario: da una parte l’interesse per il lato scientifico, economico e socio-politico (dunque in una parola antropologico) dell’odierna questione ecologica, dall’altro la presa in carica della dottrina cristiana di un Dio Padre, Creatore benigno della Terra, dunque diverso e non immanente ad essa. Accanto a capitoli di rango socio-economico, ne troviamo altri di carattere assolutamente teologico, e altri ancora di tipo morale: questo, anzitutto, perché il mondo contemporaneo presenta molteplici sfaccettature e correlazioni di campi, tanto da non poter essere indagato a compartimenti stagni; in secondo luogo, perché le questioni ecologiche sono ormai di scala globale, e non interessano più soltanto singole aree geografiche del mondo; e infine, perché la stessa questione ecologica – ovvero la questione del rapporto tra l’uomo e l’ambiente in cui vive – è tale che investe da sempre l’intero campo dell’esistenza. Convinti di tali assunti, abbiamo deciso di dedicare questo numero di Fogli Campostrini all’enciclica Laudato Si’ attraverso una serie di contributi interdisciplinari ed ecumenici.

 

 

 

 

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Vol 10, N° 1 (2016): Conversione e conversioni. Uno sguardo antropologico

 

numero 1/2016

 

Questo è l’esito editoriale di un precorso di ricerca seminariale condotto presso la Fondazione Campostrini di Verona nell’anno 2014. Il percorso si intitolava Adamo, dove sei? Vocazione e conversione, ed esplorava due tematiche parallele: da una parte la vocazione, ovvero la dimensione “verticale” e maggiormente teologica dell’esperienza religiosa; dall’altra la conversione, ovvero la sua dimensione “orizzontale” e maggiormente sociologica. L’indagine (teologica, psicologica, antropologica e sociologica) su vocazione e conversione si confrontava con alcuni modelli filosofici di fondo, e a sua volta li nutriva, stimolando così una rielaborazione concettuale che rendesse conto delle complesse dinamiche inerenti ai fenomeni religiosi in oggetto.

 

 

 

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2015

Vol 9, N° 2 (2015): La Maddalena, o della fede amante

 

numero 2/2015

 

La figura di Maria Maddalena giunge a concludere il percorso fin qui previsto dei “Profili cristiani”. La fede “amante” è la modalità del credere che sintetizza forse in modo emblematico l'essenza del cristianesimo: l'amore esprime il massimo della relazione tra umano e divino, e nel rapporto tra Maria e Gesù, nella paradossale tensione tra vicinanza e distanza, tra desiderio e dilazione, tra possesso e libertà, possiamo ritrovare il punto di equilibrio della fragile relazione tra umanità e divinità, equilibrio sempre in cerca di una permanente stabilità.

 

 

 

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Vol 8, N° 1 (2015): Giovanni il Battista, o della fede convertita


numero 1/2015

 

Questa terza giornata di studio dei ‘Profili cristiani’, dedicata al Battista, prevede, come di consueto, non certo una sintesi, bensì una sorta di ricapitolazione dei precedenti incontri. Anche circa questo testimone di Gesù di Nazareth, protagonista di non pochi episodi scritturistici, ci poniamo la medesima domanda, quella già affrontata nei casi precedenti legati alla figura di Nicodemo e alla donna siro-fenicia: che cosa rappresenta o può rappresentare Giovanni per il pensiero cristiano odierno? O meglio: lo sguardo e l’analisi di questo profilo cosa suggerisce al ‘credente’ d’oggi, ai modi di trasposizione di tale adesione credente?

 

 

 

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2014

Vol 7, N° 2 (2014): La Donna siro-fenicia: la fede pagana


numero 2/2014

 

La giornata di studio dedicata alla siro-fenicia, in linea con la precedente, che aveva approfondito la figura di Nicodemo nel suo rapporto con Gesù di Nazareth, ci presenta suggestioni utili all’indagine che il percorso delle ‘Sfide del cristianesimo’ ha intrapreso. Un percorso, non va dimenticato, che chiamerà in causa nei prossimi incontri altri due protagonisti dei testi neo-testamentari: Giovanni il Battezzatore e Maria Maddalena.

 

La domanda di questo itinerario è chiara nella sua semplicità (e alquanto complessa nel suo tentativo di risposta): che cosa possono dire questi ‘profili credenti’ presentati dalla tradizione evangelica al credente di oggi? Più nello specifico, che contributo sono in grado di offrire nell’individuazione del possibile ‘profilo credente’ attuale, a prima vista di non facile riconoscimento?

 

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Vol 6, N° 1 (2014): Nicodemo o la fede notturna


numero 1/2014

 

Il 18 ottobre 2013 presso la Fondazione Centro Studi Campostrini si è tenuta una giornata di studio dedicata alla figura biblica di Nicodemo. Con questo primo incontro la Fondazione riprende un filone importante della sua ricerca, che va sotto il nome di Sfide del cristianesimo.

In che senso oggi possiamo parlare di sfide? In generale, le domande culturali e teologiche del nostro tempo sembrano scuotere le radici del credere cristiano. Inoltre, la crisi economica e globale che in cui da tempo ormai viviamo – crisi che oramai ci è così familiare, così abituale, da indurci a considerarla ‘normale’, digerendone anche gli aspetti meno positivi…in una parola, ci stiamo abituando all’idea della normalità di certe conseguenze, come la disoccupazione, lo scoramento di chi perde la speranza, l’emarginazione sociale…dicevo questa crisi non può non riguardare pure le culture finora predominanti del nostro mondo occidentale, quelle culture in cui trova le sue differenti radici la società europea e non solo.

 

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2013

Vol 5, N° 1 (2013): Pregare: riflessioni filosofiche su un’esperienza umana

 

numero 1/2013

 

La preghiera è uno tra i fenomeni religiosi più comuni e diffusi e, per questa ragione, non pochi filosofi ne hanno fatto oggetto di riflessione. Oggi, nelle società multiculturali e multireligiose,  approfondire il tema della preghiera diventa particolarmente urgente, perché offre la possibilità di comprendere le reali esigenze dei fedeli delle diverse religioni, ma soprattutto perché aiuta a comprendere la direzione che si intende dare, ammesso che lo si desideri, alla propria spiritualità. Questa esigenza di chiarezza e di sistematicità non può prescindere dal contributo della riflessione filosofica la quale, sola, è capace di fornire gli strumenti critici, le chiavi di lettura, le categorie concettuali, le prospettive teoretiche e, non ultimo, un sano distacco nel segno dell’oggettività, ovvero ciò che è indispensabile per un discorso organico, seppur mai definitivo, sulla preghiera.

 

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2012

Vol 4, N° 4 (2012): La realtà della finzione. Per un'analisi de "L'opera d'arte letteraria" di Roman Ingarden

 

numero 4/2012

 

Il quarto numero di Fogli Campostrini raccoglie i contributi che sono stati redatti in occasione della giornata di studi “Realtà letteraria e polifonia” che si è tenuta presso la Fondazione Centro Studi Campostrini a Verona il 2 dicembre 2011. Questa giornata è stata ideata da Giuseppe Di Salvatore e Lidia Gasperoni per presentare la nuova traduzione italiana de L’opera d’arte letteraria di Roman Ingarden, volume curato e tradotto da Lidia Gasperoni. L’intento della giornata di studi era in primo luogo quello di motivare un invito alla lettura de L’opera d’arte letteraria, così centrale per l’estetica letteraria del ‘900, riportandone alla luce la sua specifica trama filosofica. Durante il seminario si è cercato di ripercorrere lo studio di Ingarden con un’accurata opera di commento e riflessione critica per porre nuovamente all’attenzione quelle questioni centrali che motivano la scelta da parte di Ingarden di trattare l’oggetto “opera letteraria” come un problema epistemologico. In questo volume collettaneo, pertanto, si mantiene un approccio introduttivo alla lettura del saggio di Ingarden.

 

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Vol 3, N° 3 (2012): Fratello, amico o nemico?

 

numero 3/2012

 

Il 17 ottobre 2011 si è svolta presso il Centro di Ricerca del  Fenomeno Religioso, promosso dalla Fondazione Centro Studi Campostrini, una giornata studi sul tema della fratellanza, con l’obiettivo di verificare il tema di una fratellanza universale, dunque la possibilità di dar vita a modalità relazionali che pongano al centro la dignità dell’individuo, al di là di appartenenze etniche, culturali, o religiose. Un tema, a nostro avviso, che ha in sé un valore filosofico e che assume oggi un ulteriore significato, in quanto viviamo un tempo storico che richiede un coordinamento delle differenze su scala globale, tenendo conto che un modello universalistico di fratellanza porta con sé il rischio di rimuovere specificità culturali che sembrerebbero doversi, piuttosto, coordinare. La giornata ha, quindi, assunto un tono comparatistico, presentando modelli di relazione che, da un punto di vista formale, possono intendersi come diverse posizioni all’interno dell’arco dialettico sopra presentato, che vede da un lato prospettive a matrice universalista, dall’altro l’affermazione di specificità culturali che rappresentano l’identità e la memoria di una popolazione o di un nucleo sociale.

 

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Vol 2, N° 2 (2012): Interrogazione sulla fenomenologia di Jan Patocka

 

numero 2/2012

 

La figura di Jan Patočka è nota al grande pubblico per il suo coraggioso ruolo di portavoce del movimento Charta 77, un manifesto di critica ed opposizione al regime sovietico nella Cecoslovacchia del 1977, anche perché questo ruolo ha portato Patočka alla morte, seguita agli estenuanti interrogatori della polizia ceca. Il pubblico filosofico, che ne conosce la formazione negli anni 30 presso Edmund Husserl e Martin Heidegger a Friburgo in Bresgovia, si è molto soffermato sui suoi studi di filosofia della storia, mentre – almeno in Italia – meno conosciuto resta il suo contributo dato alla fenomenologia. È senza forzature che invece è possibile salutare il lavoro fenomenologico di Patočka, nel solco di Husserl, Heidegger e Eugen Fink, ma anche e soprattutto nella sua originalità, come uno dei più significativi del XX secolo.

Almeno quattro importanti pubblicazioni italiane recenti segnano un rinnovato interesse per la fenomenologia di Patočka: l’antologia patočkiana curata da Alessandra Pantano Il mondo naturale e la fenomenologia (Mimesis, Milano 2003), il saggio di Roberto Terzi Il tempo del mondo. Husserl, Heidegger, Patočka (Rubbettino, Soveria Mannelli 2009), l’antologia patočkiana da me curata Che cos’è la fenomenologia? Movimento, mondo, corpo (Edizioni Fondazione Centro Studi Campostrini, Verona 2009) e il saggio di Alessandra Pantano Dislocazioni. Introduzione alla fenomenologia asoggettiva di Jan Patočka (Mimesis, Milano 2011).

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Vol 1, N° 1 (2012): Quale esperienza per la filosofia della religione?

 

numero 1/2012

Il volume dal titolo “Quale esperienza per la filosofia della religione?” inaugura la rivista Fogli Campostrini, nata principalmente per raccogliere i frutti dei lavori della Fondazione Centro Studi Campostrini di Verona e delle attività scientifiche del suo Centro Studi del Fenomeno Religioso. Uno dei settori di ricerca del Centro Studi è quello di “filosofia della religione”, e in effetti questo volume testimonia un risultato scientifico importante legato al primo progetto di ricerca del Centro Studi del Fenomeno Religioso proprio in filosofia della religione, a me affidato, dal titolo “Esperienza e filosofia della religione a partire da Jean Héring”.

Questo progetto ha avuto come primo esito la pubblicazione di Fenomenologia e religione (Edizioni Fondazione Centro Studi Campostrini, Verona 2010), traduzione del libro di Jean Héring del 1925 Phénoménologie et philosophie religieuse, con un mio lungo saggio introduttivo e la prefazione di Roberta De Monticelli. Nonostante il Centro Studi privilegi la produzione di monografie originali, si è voluto cominciare con la traduzione di questo libro perché la proposta filosofico-religiosa di Héring appare ancora oggi di enorme interesse, sia dal punto di vista metodologico sia dal punto di vista teorico.

Oltre a quanti hanno contribuito a questo volume, è bene menzionare quanti per ragioni varie non sono qui presenti con uno scritto, ma hanno certamente dato un apporto significativo durante l’incontro seminariale da cui proviene questa pubblicazione: Andrea Aguti, Emilio Baccarini, Stefano Bancalari, Adriano Fabris, Francesco Ghia, Marco Grosso, Giovanni Salmeri.

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Rosa Meri Palvarini
Presidente della Fondazione Centro Studi Campostrini

Massimo Schiavi
Direttore Responsabile e Scientifico



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Reg. Tribunale di Verona n. 925 del 12 maggio 2011.
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